Giulia B.
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Io parlo per la cucina in quanto ieri sera io con degli amici siamo andati a provare la cena con il gatto delle nevi. Ho prenotato telefonicamente e ho fatto espressamente richiesta per il gatto delle nevi in quanto la mia amica ha una brutta malattia e non può prendere freddo quindi non potevamo usufruire della motoslitta. Una volta conclusa la cena il gatto delle nevi era spento e c’era solo la motoslitta ad aspettarci. Siamo anche stati presi in giro dal titolare dell’albergo che ci ha detto prima che il gatto delle nevi lo potevamo aspettare perché c’era un’altra coppia che lo doveva prendere per scendere, ma l’altra coppia non esisteva proprio. Quando gli abbiamo chiesto quanto costasse prenderlo ci ha risposto 100 euro, ma che lui titolare dell’albergo che era l’unico a poterlo guidare non aveva voglia di accompagnarci giù. Ci ha inoltre detto che loro telefonicamente “non sanno quello che dicono e che telefonicamente non conta nulla” dato che ci aveva assicurato il gatto delle nevi, ma come può una telefonata di un cinque stelle non contare niente? Quindi siamo dovuti scendere con la motoslitta, di notte, con un freddo assurdo. Per fortuna, per colpa della malattia la mia amica non è potuta venire, non abbiamo chiesto i soldi indietro, però non ci hanno offerto neanche una bottiglia d’acqua che era fuori menù e non ci hanno neanche permesso di portare il cibo in albergo alla mia amica, abbiamo pagato 120 euro a testa (480 perché in quattro, cioè in tre perché lei non è venuta), non gli costava niente darci un po’ di salmone affumicato a fette da portare via.
Dopo questa premessa sulla “simpatia” del titolare passo al cibo.
Menu osceno per essere in montagna (salmone affumicato o crudo di antipasto, amatriciana o tagliatelle ai funghi (ma senza funghi perché io le ho prese) per primo, pollo o maiale per secondo e dolce.
Il pollo e il maiale non erano cotti bene, erano duri e lo abbiamo detto al cameriere quando ha ritirato i piatti perché ci ha chiesto se il cibo fosse buono. Noi abbiamo detto che la carne era un po’ dura da mangiare infatti è stata avanzata. La sua risposta è stata la seguente: “però il purè l’avete mangiato”. Si, lo abbiamo mangiato perché le porzioni erano così scarse che son quello che abbiamo pagato abbiamo mangiato quello che potevamo.
Il dolce ci è stato servito al cucchiaio in un piatto da condividere, io mai visto mangiare in un ristorante a cinque stelle in un piatto con un cucchiaino da dividere con gli amici. Noi non siamo schizzinosi però non mi sembra il caso.
Il riscaldamento era spento e c’era parecchio freddo.
Ieri sera non eravamo gli unici a lamentarci e si sentivano lamentele da altri tavoli, è stata la parte più bella della serata.